Religione monoteistica e gnostica (Cristianesimo Islamico)

Premessa: ciò che segue è a puro beneficio del mondo credente e quindi anche Cristiano, quindi non bisogna vederlo in nessun modo in opposizione al Cristianesimo, ma come riformulazione della visione riguardante la tematica del mono-teismo.

I credenti delle 3 fedi maggioritarie mondiali (forse oggi ce ne è una quarta, quella dei satanisti) si riconoscono nella fede di Abramo (psl), ovvero puro monoteismo, senza il quale queste cadrebbero nell’idolatria.

Ma il monoteismo va sviscerato, va esplicato ed utlizzato come metro di misura dell’atto creativo e simbolico, solo così si può arrivare a sradicare alcuni concetti che vedono oggi le religioni (o sette religiose) scendere in una incomprensibile competizione e quindi in aperto contrasto con la volontà divina che stabilisce UNA religione (credere in un Dio, adorarlo e pagare la decima).

“Mono” stabilisce l’identità univoca, un concetto che riduce la realtà del tutto ad una unica entità, ciò che è fuori è dentro, un singolo e comune denominatore, che matematicamente parlando raffiguriamo con il numero UNO, ma questo numero è solo un idea, un concetto umano per rappresentare ciò che altrimenti sarebbe sfuggente.

Ad esempio dicendo “una mela” raffiguro un entità unica, ma divisibile, scomponibile, ovvero vi è la buccia, i semi, il torsolo e la polpa, ma non è tutto qui, nella polpa, così come nel resto, posso trovare una miriade di elementi differenti, ogni cellula che compone la mela è differente dall’altra, ed ogni cellula ha una miriade di atomi che la compongono, e dentro gli atomi i sub-atomi e così via.

Quindi, quando si parla di mono-teismo si sta realmente parlando di univocità divina?

Gli idolatri o politeisti direbbero di no, ma loro hanno una visione egoica e quindi viziata da cosa preferiscono credere piuttosto che dal ragionamento sincero. Invece proprio seguendo il ragionamento della mela, ci si accorge che continuando a scavare si arriva al nucleo, il nucleo dell’atomo quantistico (misura più piccola fin’ora scoperta su questo mondo). E come lo descrivono il nucleo atomico gli scienziati? Usando un esempio simbolico dicono, “un vuoto tra due parentesi”.

Quindi ciò che accomuna il tutto, ovvero le svariate “mele” che crescono in questa realtà, è il vuoto che vuoto non è, perché nel vuoto bascola l’energia divina.

Ecco, l’unicità divina sta nei mattoni fondamentali di tutta la creazione, giust’appunto ciò che è celato nella realtà e che tutto accomuna.

Quindi non dite 3, nemmeno 99 o 108, ma UNO, così come Dio disse a Mosè; “Io sono colui che è”, il resto è proiezione o forse dovremmo meglio dire introvisione.

Tutto qui? No, perché esacerbato il significato di puro monoteismo, ora bisogna esplorare la simbologia del UNO.

Se c’è UN Dio, perché tanti profeti, perché tante profezie? Perché tanti santi, tanti apostoli e seguaci, tanti amici/nemici?

Un Dio che mostra la sua unicità ed univocità, perché dovrebbe rappresentare una moltitudine?

La profezia, intesa come concetto, è una anche essa e come tale non può che far capo ad uno ed unico soltanto specifico attributo del Dio unico, quindi non è corretto rappresentare la profezia ed i profeti come slegati da questo concetto, anche se è un dato di fatto che vi sono stati più profeti, ma anche non profeti che hanno esercitato la profezia.

Questo deve portare all’idea concettuale che, come detto per la mela di cui sopra, anche per la profezia (che appartiene di fatto al Dio unico) si debba parlare di unicità, ma eventualmente scomponibile in più attributi.

Ecco, i profeti da Adamo passando per Noè, Abramo, Mosè e Gesù fanno capo ad una unica luce o attributo divino che nell’islam è indicato come Nur/Luce ovvero il Profeta Muhammad (pbstl) nella Torah o Bibbia era descritto come l’avventore ed aveva una descrizione precisa ma oggi non più nettamente identificabile.

Tutti i profeti sono parte di un unico Profeta (pbsl), che però ha assunto differenti connotazioni a seconda del tempo e necessità della sua scesa e quindi differenti nomi.

Quando gli ebrei dicevano di aspettare il loro salvatore (dopo la venuta di Mosè (psl), affermavano di fatto di aspettare Gesù (psl), poi avendolo rifiutato in quanto li voleva spogliare di averi ma soprattutto di idee/comprensioni materiali (ovvero del gioco dell’illusione ottico-mentale), hanno chiesto la venuta di un’altro profeta, così un altro Profeta è sceso, si è incarnato in questa realtà per portare lo stesso messaggio (ma per tempi differenti e quindi con ulteriori accorgimenti), ed il suo nome, così come il suo attributo e di ulteriore completezza, perché deve appunto completare il circolo della profezia, deve sigillare il messaggio divino.

Così è chiaro che un Cristiano (che non cercasse competizione nella religione) se affermerà essere Gesù (saws) il Profeta atteso, non sbaglierebbe.

Una luce profetica, uno ed un soltanto Profeta (saws).

Gesù e Mohammed (pace su loro due) sono nella loro identità parte dell’unica Luce profetica (saws).


Come curiosità voglio esporre quello che è, se vogliamo, un segreto celato all’interno del Corano, ma prima bisogna premettere che questo (il Corano) non è un libro scritto in Terra, ma trascritto in Terra, percui essendo “sceso” da luogo divino (dal mondo della luce) è questo un Libro senza tempo e verso, non risente delle dimensioni temporali ne spaziali, ma evidentemente vive in quella Unica dimensione ove il tutto nasce e prolifera, questo per dire che può essere letto in in tutti i sensi, cioè da destra verso sinistra, da su a giù o viceversa da sinistra a destra ed a sbalzi o per singoli capoversi.

Seguite questi versi:

193. è sceso [il Corano] con esso lo Spirito fedele [l’arcangelo Gabriele],

194. sul cuore tuo, affinché tu fossi un ammonitore

195. in lingua araba esplicita.

196. E già era nelle scritture degli antichi.

Letti in quest’ordine identificano la citazione di Dio (swt) su come sia sceso il Corano 1500 anni prima d’oggi (circa).

Ma se letto al contrario svela un grande segreto (oggi svelabile visto che siamo all’epilogo), ovvero ciò che nella parte precedente dell’articolo ho rivelato, ovvero:

Le, scritture precedenti (degli antichi), cioè Vangelo e Torah (oltre agli scritti di Salomone, David, Abramo, Idris/Enoch, Adamo), erano in lingua Araba pura, nel cuore del Profeta Mohammed saws che sempre in veste di ammonitore avvisasse ciò che l’arcangelo Gabriele portava con se per ordine divino.

Chiaro? Bé, lo è per me ma non posso che comprendere lo scetticismo di chi dovesse leggere questo pezzo, che richiede senza dubbio un pò di lotta interiore ed un discreto sforzo di accettazione, ma non per chi fosse tifoso di una religione o contro le religioni o di come egli pensa sia la religione, per egli sarà comunque illeggibile.

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