You don’t know nothing [non detieni alcuna conoscenza]

Crediamo di sapere, ma poi arriva una malattia, o un colpo sulla capa-tosta, ed il sapere non è più nostro.

Ma come, disse il plurilaureato, ho tutti questi titoli eppure non so un beneamato.

E te credo, rispose il portamonnezza, non è con la capa che si impara, ma usando le buone maniere, come io uso i guanti per raccattar schifezza.

Vi sono casi documentati di persone che dopo il coma ricordavano (per un lasso di tempo) nozioni o lingue a loro sconosciute prima del tragico evento, il che dimostra come chi impara non è il corpo, ma lo spirito che vi abita in esso. Il coma è come una morte apparente, da cui lo spirito si svincola (come quando si dorme) e coabita con altri in chissà quanti corpi. Ma poi, tornato a risiedere nel suo corpo, lo spirito trova ad attenderlo il suo amico-nemico, ovvero il suo ego che è come un potente prisma riflettente, ma siccome sporco irradia la sola luce che può.

Confuso? Te no, il tuo ego fa in modo che tu lo sia.

La conoscenza è una luce tanto quanto lo è tutta la materia, ma questa luce è discreta ed impalpabile, si mostra tramite noi in base a quanto riusciamo a mostrare tramite il nostro ego (ovvero il prisma riflettente), più usiamo buone maniere, ovvero “i guanti del portamonnezza”, più luce ovvero conoscenza siamo in grado di accettare e da essa farci penetrare, e quindi più possiamo mostrarne.

Inoltre a seconda di come modelliamo il nostro prisma, riflettiamo piuttosto una luce che un’altra, cioè ci specializziamo.

In conclusione la nostra conoscenza non è nostra, li era e li rimane, ma noi diveniamo portatori sani o malsani di luce a seconda della chiarezza del nostro ego ovvero della purezza dell’anima.

Va da se, che chi non salva o, per meglio dire, conquista la propria anima (il proprio prisma) allora perderà qualsiasi capacità di detenere conoscenza per sempre e la con-o-scienza è anche coscienza di essere. Ci siamo capito?

Inoltre il raschiare il lurido dalle pareti del prisma, permette una maggiore purezza della luce d’ingresso e quindi una maggiore facilità di comprenione della conoscenza.

Non siate fascisti religiosi, siate aperti alla Verità e prendetelà da dove questa oggi arriva!

22 commenti

      • Scusa ti chiedo un favore se puoi , puoi rispondere tu a Fabio Arancio, e Simone il blog cattolico di fabio Arancio. L’articolo era quello della frase di Margherita Hach, non tanto sulla frase che penso sarai d’accordo con loro, quanto alla risposta che mi hanno dato sui fatti storici. Grazie

      • Non sono d’accordo con loro, perché è sbagliato pensare che la morale sia parte di educazione religiosa, la morale nasce con l’uomo.
        Sulla parte storica è una supercazzola quella di simone, non tira fuori eventi storici o altro, solo un opinione astrusa.
        Comunque ti allego la mia risposta, che non è detto verrà pubblicata :
        “Scusate, mi intrometto, ma mi sembra necessario.
        Questo sua, gentile Simone, si chiama supercazzola relativista, è chiaro che sia lei che la Hack dimenticate Caino, che non uccise perché non seguiva la dottrina ebraico-cattolica, ma perché diede impulso al suo istinto animalesco relativo a ciò che la religione cattolica non insegna, ovvero la natura umana, cioè che siamo scissi in Intelletto (spirito) ed Anima/Ego (beata o animalesca) ed il controllo dei sensi, ovvero l’ego e la relativa disciplina è fondamentale per il controllo del “male”, disciplina che ogni uomo si deve dare (i buddisti sono atei, ma coloro che si disciplinano non farebbero male ad una mosca).
        Il male non lo estirpi con la religione, ma lo tieni sotto controllo se viene insegnato il combattimento interiore, quello del Battista (dimenticato) e di Gesù (non fece 40 giorni di digiuno nel deserto per nulla).
        Inoltre che centra l’aborto, il male è il lassismo più che un aborto (che poi l’anima [o lo spirito?] non scende al momento del, concepimento, visto, che non ha un corpo dove farlo, ma dopo che questi si è formato, ovvero 4 mesi circa) è il radicarsi in conoscenze incerte e dogmatiche senza cercare, interrogarsi e andare oltre le presunzioni di conoscenza che fa più rima con arroganza.
        La signora Hack diceva della cacchiate mai viste, ora che è morta se ne sarà resa conto, ma è ovvio che non è la religione a creare una morale, ma questa è insita nell’anima stessa già prima di nascere, Dio non ci ha creato come bestie, ma come detto per Caino, se una persona si abbandona ad i propri sensi, al proprio ego, non ha più controllo sull’istinto animalesco dell’anima [inferiore o ego].
        E mi dica lei, caro Simone, quale disciplina danno le religioni ebraico-cristiane (apparte quelle ortodosse)?
        Voi vi fate saccenti ma predicate senza razzolare in medesima maniera, l’uomo è uomo in ogni sua definizione in ogni suo modo di pensare e di praticare, ma se non si conosce non può fare nulla su se stesso per impedire la perdita della propria morale, che è innata non educata (oggi gli ebrei educano la loro gente con il Talmud ed ecco i risultati, perdita di ogni morale). Insegnate piuttosto il combattimento interiore che è l’unica arma per proteggere la sacralità dell’uomo e quindi la sua morale.
        La sua morale si evidenzia nel primo rigo da lei scritto!”

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