il Ristoratore ed i suoi pensieri (una storiella con scienza acclusa)

(tempo di lettura rapido, anche se braille, alcune volgarità, 3 dialetti utilizzati, forma teatrale ironica, NESSUN LINK ULTERIORE, immagini tipiche, scienza aggiuntiva di difficoltà medio alta, si consiglia lettura attenta, non è altresì consigliato pomiciare, strofinarsi, scaccolarsi, immergere i piedi nei fanghi bollenti durante la lettura)

Andava un ristoratore a preparar la pizza e due lasagne...
Fin quando si accorse che un cliente fù fatto felice con la sua pasta all'astice
Avrebbe poi venduto solo quello, anco a codel cliente che venivano dopo un tanto.

"Oh porcaccia di quella troia" , disse il gentil e dolce ristoratore, "ti vòl vedé te che questi se parlan de fora?" Così accadde che il giorno dopo qualcuno ebbe assaggio del suo risotto al formaggio
E tutto il dí non vendette che quello, e via giù un bestemmione!
"Ma insomma, icche fanno questi bischèri, si telefonano tutto il giorno? Si scrivono emaille?"
Il gentil, dolce e ben educato ristorator iniziò a far seguir i loro clienti fin l'uscio di casa, per veder se del piatto servito ne avessero poi parlato.
Ma nulla trapelò, le loro bocche di meraviglioso gusto erano ripiene, ma del consigliar il piatto a nessuno in mente viene.
"Ma vafan'muocca" disse il caro ristoratore, incapace di apprendere il celato mister, dunque disse "possibile siano chigli cazz'e muri che parleno ai miei clienti?". 
Così tutto il giorno come mantra ripeté ad ogni mattone, ogni tavolo e tovagliolo il menù che voleva i clienti dovessero ordinare.
Ma scarso successo egli ebbe, il primo o più felice decideva per quelli a seguire, tranne per pochi che erano già preventivamente decisi.
Arrivò l'estate che aprì le palanche (le finestre non fanno rima) e gli ordini tornarono come prima (fa rima con rima tra parentesi).Un uomo in verde gli poi rivelò l'arcano mistero: "del pensier felice, potente meritrice, ogni muro fa da scudo, nessun pensiero fugge gnudo, fin quando non son aperte via di fighe (fughe, cioè non fighe). Il pensiero rimane lì e là, dal tuo locale via non va, e quanno uno non se sà decide, il pensiero che è delle mura prigioniero, sul capo del cliente si dirige".

Le chiamò Forme del Pensar.


I pensieri felici sono più potenti e rimangono ingabbiati tra le mura e nelle mura, ma non di meno quelli che infelici o cattivi, anche quelli, soprattutto quelli, che sono ripetuti e sono peccaminosi (il parlar male, invidiosi, gelosi), tanto che possono allontanare gente o creare turbamento (non tutti i pensieri maligni son vostri).

Quando questi trovano aria si perdono per la maggior parte, pulire l’ambiente, anche da vecchi rifiuti aiuta a disperderli.

Parlo solo di ciò che conosco e di cui soni stato messo al corrente.

Quindi bisogna riflettere che forse non sempre le nostre scelte sono nostre.

17 commenti

      • Ottima risposta: il valore della famiglia è uno dei più importanti in assoluto, se non il più importante. Colgo l’occasione per dirti che ho sfornato un nuovo post… spero che ti piaccia! 🙂

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