Nasciamo meditando

Non è forse vero che passiamo alcuni mesi in una grotta

Al chiuso protetti da sguardi indiscreti

Concentrati su noi stessi

La stessa cosa poi da piccoli,

Dormiamo ranicchiati su noi stessi, testa in giù

Poi cresciamo e la testa prende “piede”.

Fine della meditazione

Inizio dell’apprendimento [passivo perlopiù]

Fine apprendimento [morte]

La meditazione, se fatta nel modo corretto, ovvero avendo il proprio ego mansueto, consente l’entrata di luce da quella che nei neonati chiamiamo “fontanella”. È da lì che vidi entrare (o uscire?) un filo di luce da mio figlio che era intento a disegnare, ma quel filo (che vidi solo quella volta) non usciva dal soffitto, ma attraverso il vetro della finestra più in alto aperta (particolare interessante).

È si, scrivo a te, oh mio lettore, di cose ne ho viste anche se non richieste, perché la mia mente, mai, al solo razziocinio si genuflesse.

È una condizio sinequanon;

Se tendi a limitare lo sguardo del tuo volto a solo ciò che puoi razionalizzare, allora null’altro ti puoi aspettare (oggi con le rime vado alla grande), ed un velo sui tuoi occhi ti vedrai calare (Giosuè Carducci, non sei nessuno).

In realtà devi sapere che tu sei immerso in una bianca neve (volevo scrivere nuvola, ma la neve va a gonfie vele) dove i contorni e i colori vengono da te fuori (si chiama Egomondo il governatore delluniverso, leggi anche questo, testina).

Ok, basta versi poetici, quel che ho scritto è tutto vero, ad alcune cose non potete che dare fiducia (anche se non mi conoscete?) se volete, ad altre (come la nuvola bianca) volendo potete arrivarci per logica, fate sforzo di associazione. Ad esempio: Cadrega cioè Sedia e non Mela è un sequenza di molecole di cellulosa, ovvero zoommando (termine imprestato da trecani) aggregazione di atomi, ovvero non se vede un cacchio se non la luce che questi emettono, ora ripetete l’associazione per tutti gli esseri e le cose… fatto? Siete un po’ lentini né. Ciò che rimane è <autocensura>, scusate volevo dire l’energia pura, che non ha forma.

Si, ti ho catapultato da una questione (della meditazione, aspetto interiore ) ad un’altra (l’aspetto della materia, l’aspetto esteriore), ma era necessario per farti capire il contesto e nel contempo stimolarti la corteccia celebrale, che altrimenti ti addormentavi, certo potevo mettere due belle chiappone, ma sarei stato volgarone e non conoscendo il tuo gusto o soprasseduto.

È necessario capire come sei ed in cosa sei immerso per poter definire correttamente la funzione e necessità di meditazione, e le sue caratteristiche.

Meditare senza aver addomesticato l’ego (ego, ovvero l’architetto ed il plasmatore dello mondo esteriore) vuol dire portarlo dentro con te. Ma se l’ego è mansueto dentro è vuoto (ecco ho percepito il tuo fremito, ti sei aperto ed anche con la riflessione entra luce).

Più luce si ha più si comprende, più si è leggeri, e più si è leggeri più si vince la forza di gravità o forza di compressione (comprendi ora Reason for Life… leggi però, non sorvolare… stai ancora pensando alle chiappone vè) .

Più se ne ha di Luce, più si facilità il lavoro del Contadino.

Il Contadino periodicamente fa pulizia (bhe, ne sono scomparse di civiltà), perché gli insetti non abbiano a rovinare il raccolto.

Il Contadino presto dovrà rimuovere l’erbaccia, bisogna distinguersi da essa.


*
Vi sono due tipi di meditazione, la prima è naturale, cioè è la posizione e il non movimento, cioè la meditazione yoga o yuerveta, la seconda meditazione (più potente) è la riflessione, il pensare a, cioè ragionare su qualsiasi cosa senza darla per scontata.

Il primo tipo di meditazione porta luce lentamente, ma necessita di lavoro preventivo sul proprio se (mente calma, combattimento interiore, annullamento dell’ego) se si vuole sia più efficace e prevede la stazionarietà. Più si è fermi, più facilmente l’energia penetra (dalla testa).

Questo tipo di mediazione presenta almeno due modi efficaci, il classico da seduti o inginocchiati, a testa in giù con

il cuore che domina, questa seconda posizione è resa famosa sia da Sai Baba di Shirdi che da Shah Naqshbandi Gran Maestro dell’ordine Sufi che prende il suo nome.

È efficace anche se ci si addormenta, cosa valida anche nella meditazione classica.

  • Sai Baba, seguito da un Maestro, si appendeva a testa in giù in un pozzo e rimaneva in quella posizione per ore.
  • Shah Naqshbandi ottenne la stessa cosa ponendosi carponi per tutta la notte in attesa che il suo Maestro Sheikh Sayyid Amir Kulal lo ricevesse (sotto la neve gelida attese e fu rivestito di luce).

La seconda meditazione è più potente e veloce, ovvero il ragionamento, la riflessione, è quello che può portare all’illuminazione, e solitamente è una cosa molto personale. Il giusto atteggiamento da tenere, se si vuole aver successo è quello di accettare anche l’impossibile a patto che si accoppi con ciò che si intuisce, cioè deve trovare una logica in noi. Altro atteggiamento importante è l’umiltà e curiosità, queste due cose avvicinano a noi ciò che è necessario. L’umiltà è, ad esempio, non dire mai “questa la sò”, perché per ogni cosa manifesta esiste la sua parte nascosta (non è l’albero manifesto ma le radici nascoste, non sono le montagne ben visibili ma dallo sguardo impenetrabili, non è il iceberg visibile solo al 10%? Questi sono i ssegni che vanno colti per relazionarli con la Verità inmanifesta).

L’illuminazione si può ottenere anche in regime di squilibrio fisico, ad esempio se si beve e mangia male. Per mantenere una luce importante, soprattutto per non vanificare la meditazione del primo tipo e tenere a bada l’eego, il regime di alimentazione è fondamentale. Fine dell’alcol, del maiale e di tutte le carni che sono state rese energicamente cattive impaurendo la bestia (il maiale non accetta mai il sacrificio diversamente da bovino, ovini e caprini, le sue carni interrompono la luce), ma fine anche di male-visioni (pornazzo e il partitazzo) di male-ascolto (musica progressive e molte altre), quindi fine della stimolazione aggressiva ad i tuoi sensi.

Accortezze:

gli indumenti che si usano fuori di casa, sostituiteli prima di meditare, questi portano con loro tutto lo schifo che fuori avete trovato ed assorbito volenti o nolenti, forse noterete che alcuni fastidiosi pensieri cesseranno.

Meditate sempre negli stessi posti se possibile e dove vi soffermate più spesso, la vostra energia si impregna nei muri e vi ritorna.

Avere muri di legno è meglio che di cemento (più c’è vita, più c’è vibrazione) .

L’acqua è memoria, non offendetela (chi non conosce la cimatica o chimatica, la studi).

7 commenti

  1. La cimatica me l’andrò a studiare! Le tue battute un po’ mi hanno distratta 😛
    Riguardo la meditazione, la prima è sicuramente più impegnativa, qualche volta ci ho provato ma credo non con il giusto impegno… non mi lasciavo andare completamente 😅 e credo che tra la ragione e l’istinto in me prevalga la prima.

    • Il problema della meditazione classica è che l’ego la impedisce.
      percui è abbastanza difficile arrivare a farla bene.
      comunque se ti posso dare un consiglio, prova concentrandoti sulla punat del naso , ad occhi chiusi comunque
      luce bassa. Se vedi dei cerchi o sfere viola o verdi andare verso il centro, allora stai incamerando energia.

      • È vero.
        Grazie per il consiglio! 😀 sapevo di puntare gli occhi su di un punto, ma mi chiedevo sempre come avrei capito se stavo andando bene o no… ecco, ora lo sappiamo 😀

  2. Scusa , ma oggi è stata una giornata complicata.
    Metti troppa carne al fuoco, divaghi troppo, dai per scontato che le persone sappiano. oppure si devono fidare di quello che dici.
    Articoli più corti e con esempi capibili.
    Il tono è migliorato, prima spaventavi, lo dico perché mi è stato detto.
    Poi quando commenti cerca di non porti come verità assoluta, non parlo di me,ma di persone che non conosci,è importante perché e così sul blog che si fa amicizia.
    Io seguo solo chi mi piace, ma in realtà molti mettono mi piace alla cazzo.
    Maria che seguo, mi piace tanto quello che scrive, mi pare che anche lei apprezzi il tuo nuovo stile. Certo ti devi domandare che messaggio vuoi dare e cosa vuoi apparire.
    Ma questo lo sai tu.

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