Realtà o Apparenza [simbolismo]

Prima di iniziare a costruire un significato profondo di questo tema (che riguarda la nostra vita), è necessario chiedersi se si può impostare un qualsiasi discorso senza avere come base un riferimento che vada a trascendere l’opinione personale.

Si può cementare un discorso basato su aspetti di pura osservazione, condivisibili da molti, e teoria o filosofia, ma permarrebbe pur sempre il dubbio, e quindi ogni forma di soluzione a questo verrebbe annacquata dalla necessità di vivere la “realtà di ogni giorno”, ovvero la quotidianità.

Per cui seguirà ad una prima parte di studio dogmatico, in cui chiedo uno sforzo di accettazione oltre logica al lettore, una seconda parte di riflessione personale, oltre che di conoscenza diretta.

Il riferimento l’ho trovato nel Corano, in particolare nei seguente versetti:

Ar-Rum 30:6-8
Promessa di Allah. Allah non manca alla Sua promessa, ma la maggior parte degli uomini non sa:
essi conoscono l’apparenza della vita terrena e non si curano affatto dell’altra vita.
Non hanno riflettuto in loro stessi? Allah ha creato i cieli e la terra e tutto ciò che vi è frammezzo secondo verità e per un termine stabilito. Molti uomini però non credono nell’incontro con il loro Signore.

Sia nei versetti biblici (ebraici) che in quelli coranici (arabo) la Terra è chiamata “Dunya” o Terra Bassa, è evidente che serve ad evidenziare che vi è un “Sopra”, ma come evidenziato nel versetto soprastante sarebbe più giusto dire “Vera” o “Vita vera” (haqq) in contrasto di quella “Falsa” o realtà apparente, velata (io sono la Via la Verità…. diceva qualcuno che sperava d’esser seguito).

  • Ed ancora, nella escatologia religiosa, inoltre, si parla della cacciata di Adamo ed Eva, che erano in Eden e non erano nudi (particolare da interpretare), questo dettaglio rafforza la convinzione che vi sia una dimensione differente dalla nudità umana, ovvero dalla fisicità.
  • Sempre nel Corano è scritto “Al-Baqarah 2:38; Dicemmo: “Andatevene via tutti! Se mai vi giungerà una guida da parte Mia, coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti”.

Allah swt non parla con (ma soprattutto non crea) cose senza vita, inutili, ma crea tutto secondo Verità, percui quando dice “via tutti”, lo dice anche alle cose, come la Terra (ovvero l’Eden), le piante contenute in esso ed altro (animali, spiriti etc…). E solo in questo momento Adamo ed Eva si scoprono “nudi”, ovvero di carne.

Da qui si ha la discesa (in altra dimensione) di Adamo (non di Eva inizialmente), responsabile della decisione “errata” e dei sui nemici (Satana, ma anche la natura poco accomodante, gli animali feroci, microbi, clima etc…).

Da cui la logica deduzione che Allah non può aver mandato via tutto e tutti, ma evidentemente ha mandato via la parte BASSA, materica, cioè la parte maligna, disobbediente ed egoica di ogni forma di vita. Non a caso Shaitan (audhu billa), ovvero Satana, era un forte credente ed obbediente di Allah swt, difficile pensare che si sia ribellato completamente, ma evidentemente in esso albergava una lieve ostilità o gelosia nei confronti del nuovo essere creato, l’uomo, che avrebbe ereditato la possibilità di elevarsi sino a Dio stesso.

Quindi eccoci in presenza di 2 ambienti differenti, il vero cioè il paradiso o parte di esso, ed il falso ovvero la Terra, quindi convenzionalmente definiti il basso e l’alto, ma come sottolineato nel verso soprastante, la riflessione è “interiore”, nidificata, non ha un luogo, uno spazio, ma è una idea, una visione, uno spazio simulato, un macroscopico sogno simbolico dove si evidenziano tutte le nostre più intime caratteristiche che necessitano di lavoro correttivo e da dove si può osservare e conoscere Dio.


Eccoci quindi nell’emisfero delle apparenze e simbologie, dove si studia la nostra essenza e dove le cose e gli accadimenti sono tangibili, tattili e non sfuggenti o solo intuibili, siamo nel paese dei sensi, dove la natura si manifesta aldilà della nostra volontà.

Così, come intuito da Abramo, il Sole, la Luna, le Stelle, sono unicamente apparizioni superficiali, tutto su questo mondo perisce, tramonta, tutto non può che essere altro che un simbolismo che rimanda a ciò da cui esso nasce, ovvero dalla Verità.

Ma cosa è la verità? Può essere il paradiso così come descritto nei libri, può esserci l’inferno così come raccontatoci?

Se c’è la Terra allora ci sono anche questi, ma se si sorpassano anche questi concetti, allora si scoprirà che non vi è alcun luogo, ne spazio, ma una infinitesimamente piccola ed allo stesso tempo infinitamente grande luce, che chiamiamo Allah uakbar, ovvero Colui che non cessa di crescere (o interiorizzato e quindi d’esser scoperto/conosciuto).

La nostra realtà apparente, è però voluta e necessaria per potersi conoscere, per potersi convincere della nostra natura divina ed appunto scoprire, conoscere la meraviglia di questa luce increata ed eterna.

Ergo, la simbologia del Creatore e del creato non cesserà mai d’essere, ma si diversificherà fin tanto che l’uomo sentirà la necessità di crescere, di meravigliarsi e di amarSi. Come ho cercato di spiegare in precedenti articoli, noi non siamo, ma Egli swt è ad immergersi in se stesso e darci vita apparente tramite l’ego (che dobbiamo sottomettere) così da dimenticare se stesso e riscoprirsi per potersi innamorare ancora ed ancora come fosse la prima volta, ma di fatto essendo la crescita o scoperta del Se infinita ed eterna, sarà sempre la prima volta.

Yunus 10:2 Perché la gente si stupisce se abbiamo fatto scendere la rivelazione a uno dei loro? “Avverti le genti e da’, a coloro che credono, la lieta novella che la loro sincerità li precede presso il loro Signore.” I miscredenti dicono: “Costui è certamente un vero stregone!”.

I simboli, i tanti simboli, di questa vita, ci portano a comprendere la prossima, ma come Botticelli evidenziava nella sua Primavera, l’anima deve essere purificata e riunita, solo così si può ottenere salvezza ed identità eterna.

Inutile e dannoso soffermarsi sul futile temporaneo
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