la Distrazione [condanna]

Ero vigile, bello, in fiore…

Ero appena nato.

Osservavo, non giudicavo ma intendevo…

Crescevo.

Ero fuori, dentro, vivo, morto…

Mi confondevo.

Ero… Un eroe super, uno sportivo, un rivoluzionario, un ebete…

Sono davanti alla scatola delle mille luci che feriscono.

Ero e non più sono…

È giunta l’ora e quindi mi son accorto d’esser distratto.

Poi a nulla sono giunto ed ora dal nulla vengo accolto.

Avevo un corpo ed ora solo un volto nell’abisso di energie rarefatte.

Queste mi deturpano e mi angustiano il volto.

Ora son lucido ora spento, vivo e morto.

A che dannazione…

Ed io che la seguivo come mio Dio.

A che idiota, ora annego in un limbo perenne.

Ho perso l’anima e con essa il mio corpo, e così un ruolo perenne.

Ho dato retta a tutto, anche a ciò a cui mi chiedevano di non guardare.

C’era, lì, proprio lì!

Chi era?

uno… si uno…

Mi diceva qualcosa.

Ma l’ho schiacciato come una zanzara fastidiosa.

Che scemo, non l’ho riconosciuto, ero distratto.

Ed io che lo avevo come un gioco al collo.

Chi mi ridarà il “LA”?

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