i Pink Floyd ed il Corano

…può cambiarti la vita!

Bhè, non è solo colpa di una inefficace traduzione, ma anche della profondità di conoscenza a cui si arriva (o meno) che talvolta travia la corretta comprensione di un testo importante, ma anyhow, ce la si può fare.

È Lui che vi ha fatto nascere da un solo essere/entità e [vi ha dato] un luogo [con ricettacolo] ed una via d’uscita. Certamente abbiamo dispiegato i segni per coloro che capiscono [che credono].

Sura Al-An’am, Ayah 98 (traduzione liberamente rivisitata da me)

Potrei semplicemente spiegarlo, ma non sarebbe efficace quanto credo che sia la personale [d’ognuno] comprensione di questo versetto rivelatore della nostra natura e luogo. Per cui cerco di indurre al ragionamento su di esso.

Se scrivo che sei nato da un solo individuo, cosa capisci? Nulla più di questo, ma se scrivo “essere” o “entità” allora puoi farti molte ipotesi.

Chi o cosa è questo essere/entità?

L’essere o entità, è qualche cosa di non chiaramente definibile anche conoscendo la parola Araba (nafs) da cui deriva la traduzione/interpretazione, ma nel continuo del versetto ci viene data una minima descrizione di questo essere/entità, ovvero che è anche un luogo con informazioni rivelatrici di essa stessa, i segni sono dispiegati in essa, ed ha una via d’uscita.

Ora uno dei segni rivelatori che meglio fa comprendere il versetto stesso è rappresentato dall’archetipo disegnato da George Hardie per il famoso album dei Pink Floyd, “The Dark Side of the moon”, anche il titolo oltre che il testo delle canzoni sono impregnate di segni rivelatori, che mostrano la particolarità della nostra creazione/essenza.

Ma analizziamo in dettaglio l’archetipo principe di questo versetto:

  • la copertina mostra un raggio di luce, che richiama l’essenza dell’uomo, di ogni uomo.
  • il triangolo o prisma con punta verso l’alto, che dispiega la luce, le dà una fisionomia, come un grembo materno dove si forma il volto del piccolino. Ha un vertice, che indica un luogo dove bisogna sottostare a chi era qui già prima di noi o a chi a maggiore potere di noi, al senso di dominio e soprattutto al senso di egocentrismo.
  • I colori espansi, ovvero una visione particolareggiata della luce di ingresso, le varie vesti della luce, ed allo stesso tempo costituiscono la divisione all’interno del luogo [del triangolo].

Ovvero questo archetipo rappresenta la venuta dell’uomo (Adamo) nel mondo (luogo ameno) dove i colori rappresentano la sua veste (volto) in quel momento specifico.

La via d’uscita non sembra essere presente, ma in realtà c’è, essendo conscio a tutti che in questo mondo si viene e si ritorna [indietro].

Dove sono i segni?

I segni sono nel triangolo stesso, esso è il luogo di permanenza della luce, i colori che si ripercuotono all’esterno altro non sono che la visualizzazione esterna del suo abitare in esso, quindi il triangolo è la nafs/l’ego ovvero nel versetto indicata come l’essere da cui siamo creati.

Ma attenzione, si parla di creazione, quindi va da se che non si intende la creazione della Luce [adamitica], visto che essa è presente prima e dopo la creazione stessa, ma la sua veste [il volto] ovvero i suoi frammentati colori, le centinaia di migliaia di miliardi di frequenze visibili e non che si dispiegano nell’area che costringe la luce, ed ogni colore è una frequenza ed alcune sono invisibili alle altre.

Il luogo che costringe la luce, la scienza lo spiega, è un ponte Einstein-Rosen, un luogo dove la luce stessa viene “catturata” e su cui agiscono delle forze (evidentemente elettromagnetiche) che piegano la luce stessa, ovvero che ne danno peso (come per esempio noi diciamo della gravità terrestre).

In questo luogo vi è il ricettacolo, ovvero il dispiegarsi dei segni che rendono comprensibile la nostra natura e di conseguenza sono questi segni che ci danno un peso, una forma culturale, una conoscenza che è lì già prima del nostro arrivo [le forme pensiero o archetipi]. E sono proprio queste conoscenze che sono il fondamento della fisica terrestre.

Insomma , il triangolo è allo stesso tempo un luogo ed una fonte di immagazzinamento delle informazioni che precedono la nostra venuta.

Cosa succederebbe se vi chiudessero sin dalla nascita in una stanza, per quanto enorme, dove le informazioni che ricevete sono unicamente al suo interno? La parola più corretta che possa meglio esprimerne il concetto è “imprinting” o “brainwashing”.

Ovviamente la luce non è cosa morta, ma anzi, e non viene dal “triangolo”, ma dall’esterno dove la fisica conosciuta non vale più, per cui la luce ha tutta la possibilità, e dovere, di riconoscere la sua origine e fattezza.

Non siate idioti, eludete il vostro imprinting, bruciate i libri.

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